Una delle più incredibili realizzazioni che complicano ancora di più il Grande Segreto di Rennes-Le-Chateau è senza meno la Via Crucis, fatta installare da Berengere Sauniére, il curato, nella chiesa di Santa Maria Maddalena, della quale abbiamo già ampiamente disquisito nelle sezioni dei misteri dei Templari. In questa pagina, vogliamo esaminarla meglio, per dare ai nostri gentili lettori altre tracce ed altri indizi per permettere a tutti di pensare e meditare su questo Grande Segreto che avvolge il piccolo paesino ai piedi dei Pirenei. Ovviamente, come già specificato nel servizio dedicato a Rennes-Le-Chateau, la Via Crucis nella chiesa di Santa Maria Maddalena è posta in senso antiorario, contrariamente alle Via Crucis tradizionali poste in senso orario. Vediamo ora le stazioni, una ad una. Poi passeremo alle nostre conclusioni, che saranno davvero interessanti, ve lo assicuriamo.

Le stazioni della Via Crucis - Prima Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Prima Stazione, recita testualmente: "Gesù viene condannato a morte". Osserviamo ora attentamente la Prima Stazione della Via Crucis di Rennes-Le-Chateau (vedi foto 1): vediamo Gesù in piedi, vestito di un manto rosso (peplo rosso come nell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci), davanti a Ponzio Pilato, quest'ultimo nell'atto di lavarsi le mani. Accanto a lui un bambino di colore, ai cui piedi vi è un animale, per la precisione un grifone dorato. Il bambino di colore reca un vassoio, nel quale Pilato si lava le mani. E' il momento della condanna di Gesù alla morte, mentre Barabba viene, su acclamazione della folla presente, liberato. Nei Vangeli Canonici non si parla affatto di bambini di colore accanto a Pilato. Lo stesso Pilato è vestito di viola (colore della penitenza) dalla testa fino ai piedi. Ma fino a qui non sembra esservi nulla di strano o clamoroso.

Seconda Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Seconda Stazione, recita testualmente: "Gesù è caricato della Croce". Osservando con molta attenzione la Seconda Stazione della Via Crucis di Rennes (vedi foto 2), notiamo che appena sopra il braccio superiore della Croce si intravede la Cupola della Moschea di Omar (detta anche la Moschea della Roccia) che all'epoca non esisteva ancora, visto che al suo posto vi era il Tempio di Gerusalemme o Tempio di Salomone. Stranezza assai marcata. Nella raffigurazione ci sono quattro soldati. uno ha un'armatura dorata, uno d'argento, mentre gli altri portano un elmo dorato e uno argentato. Non solo. Un giovane, accanto al Cristo, si inchina a raccogliere un pezzo di lancia.

Terza Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Terza Stazione, recita testualmente: "Gesù cade la prima volta". Ecco la terza stazione a Rennes (vedi foto 3): si vede Gesù che cade a terra, mentre un soldato romano con fare violento vuole rialzarlo. Ma dietro, sullo sfondo, si vedono due torri, che dovrebbero essere quelle del Tempio di Salomone, improvvisamente ricomparso, dopo la mancanza clamorosa nella seconda stazione, ed inoltre vi è un personaggio che suona un corno dorato. E' una immagine strana, in quanto nelle "processioni" che portavano i condannati al luogo del patibolo, come in questo caso Gesù, il corno non veniva suonato, in quanto questo strumento accompagnava la lettura degli editti che venivano emessi, non durante l'accompagno dei condannati al patibolo. Inoltre vi è un soldato che indossa un elmo dorato, sul quale vi è una stranissima punta, simile a quella sugli elmetti dei soldati prussiani e poi tedeschi durante la prima guerra mondiale. Una cosa che non c'entra nulla con i tempi di Gesù.

Quarta Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Quarta Stazione, recita testualmente: "Gesù incontra Maria Sua Madre". Con attenzione, osserviamo la quarta stazione di Rennes (vedi foto 4). Qui Gesù viene quasi strattonato da un individuo che lo precede, e lo stesso Gesù si volta verso la Vergine piangente. Ma ciò che non è riportato nei Vangeli Canonici è che nella quarta stazione vi è anche la presenza di Maria Maddalena, in ginocchio, riconoscibile dai capelli sciolti e con una veste giallo oro che si rivolge verso Gesù in atto di preghiera. Inoltre, sullo sfondo, dietro ad un labaro romano, si intravede una specie di vela od aquilone, che nulla ha a che vedere con il tempo dell'epoca, anche perché non ci sembra assolutamente un simbolo romano.

Quinta Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Quinta Stazione, recita testualmente: "Il Cireneo aiuta Gesù a portare la Croce". Ora osserviamo la quinta stazione della Via Crucis di Rennes (vedi foto 5). Qui, a parte il danneggiamento evidente della parte superiore della raffigurazione, non sembra esservi nulla di strano, se si eccettua il fatto che il Cireneo, che aiuta Gesù a portare la Croce, è esattamente lo stesso personaggio, con gli stessi vestiti, che è raffigurato nella Quarta Stazione, quando ancora non dovrebbe comparire.

Sesta Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Sesta Stazione, recita testualmente: "La Veronica asciuga il Volto di Gesù". Ebbene, osserviamo la sesta stazione della Via Crucis di Rennes (vedi foto 6). Sulla destra si nota chiaramente il rosone di una chiesa, che a quell'epoca ovviamente non poteva esistere. E qui ricompare la cupola della Moschea della Roccia, che come detto precedentemente non esisteva ai tempi di Gesù. Il soldato che compare, a differenza degli altri che sono scalzi o portano gli abituali calzari, ha degli stivali neri che non c'entrano per nulla con quell'epoca.

Settima Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Settima Stazione, recita testualmente: "Gesù cade per la seconda volta". Quindi, osserviamo con attenzione la settima stazione della Via Crucis di Rennes (vedi foto 7).  In effetti è la caduta di Gesù per la seconda volta, ma alle spalle, sullo sfondo, c'è un arco, attraverso il quale è visibilissima, seppure ora un po' rovinata dal tempo, la Torre di Magdala.

Ottava Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nell'Ottava Stazione, recita testualmente: "Gesù incontra le donne di Gerusalemme". Va bene, allora, con la massima attenzione, osserviamo questa stazione (vedi foto 8). Dietro alla croce compare di nuovo Maria Maddalena piangente, che compare anche nella Quarta Stazione, come già visto. Un soldato, con un elmo, si impadronisce del mantello rosso che Gesù indossa fino a quel momento. Ma la cosa più curiosa e più illuminante è la presenza, in questa raffigurazione, di una donna velata in ginocchio, con il velo tipico delle vedove, che presenta davanti a Gesù un bimbo con un "kilt" scozzese di colore azzurro. Cosa che non c'entrerebbe assolutamente nulla con quei tempi, se non per il fatto che, come è risaputo, l'ineffabile Sauniére era massone, del Rito Scozzese Antico e Accettato, dove i massoni erano (e sono) anche chiamati "figli delle vedove" e dove esiste il "grado azzurro", per l'appunto dello stesso colore del kilt che il bimbo indossa.

Nona Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Nona Stazione, recita testualmente: "Gesù cade per la terza volta". Osserviamo, dunque (vedi foto 9). Sembrerebbe non esservi nulla di strano in questa stazione, ma possiamo vedere che il soldato romano di spalle, che è a torso nudo, La stranezza più grande è proprio nel soldato, che non è affatto un soldato romano, ma un franco, con in testa l'elmo tipico usato dalle truppe di Dagoberto II, Re dei Merovingi, mentre il capo rosso sta ad indicare, secondo noi, la dinastia degli Asburgo. Il soldato ha già sottobraccio il mantello rosso di Gesù, mentre il Cireneo aiuta Gesù a rialzarsi e un cavallo bianco compare dietro alla scena. Un cavallo che ha una parte importantissima in tutto il mistero di Rennes-Le-Chateau.

Decima Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Decima Stazione, recita testualmente: "Gesù è spogliato delle vesti". Orbene, osserviamo questa decima stazione nella Via Crucis di Rennes (vedi foto 10). Qui, vediamo Gesù che viene spogliato appunto delle vesti, il mantello rosso di Gesù viene sollevato e tolto. Mentre i soldati romani si giocano a dadi le vesti del Cristo. Il manto sollevato serve, in realtà, a nascondere un altro personaggio, del quale si può intravedere una mano poggiata su un braccio della croce. E poi ora, osserviamo i dadi lanciati dal soldato. Quello di destra mostra il numero cinque, mentre quello di sinistra, cosa impossibile, mostra un tre ed un quattro. Infatti non possono esistere due numeri sulla stessa faccia di un dado. Ma osserviamo ora alle spalle del soldato romano sulla destra della raffigurazione, in modo particolare esattamente nell'angolo formato dai bracci della croce: quello che sembra essere un particolare senza importanza del paesaggio dello sfondo, si rivela invece essere un volto di un uomo incorniciato da una barba e con baffi, dall'espressione torva e malefica. Chi potrebbe essere? E' strano comunque che il volto di quest'uomo sia stato celato in quel modo nell'ambito della raffigurazione, anziché come gli altri. Secondo noi, questo "occultamento" di quel viso è voluto e non casuale, e sicuramente rappresenta qualcosa di importante.

Undicesima Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nell'Undicesima Stazione, recita testualmente: "Gesù viene crocifisso". Osserviamola, questa undicesima stazione (vedi foto 11). Si vede che Gesù viene disteso sulla croce per esservi inchiodato, mentre ricompare il mantello rosso che viene spostato. Dietro a Gesù, compare un soldato romano di spalle che brandisce una scala. La scala, in effetti, è un particolare che non dovrebbe esserci: questo perché Gesù viene inchiodato a terra sulla croce, e non certo in posizione verticale. Oltretutto, quella scala non potrebbe poggiare da alcuna parte, se non sulla croce stessa quando essa venga eretta e fissata nel terreno. Inoltre, la scala è di un tipo che a quei tempi non esisteva, difatti i pioli delle scale di quell'epoca erano molto meno precisi e più precari di quella che viene raffigurata. Infine, abbiamo cercato di contare i pioli della scala stessa, considerando dove si vedono e dove invece i pioli non si vedono, coperti dal personaggio che porta la scala. Considerando questo, i pioli sono sette, così come sono sette i pioli della "scala della conoscenza". Poi, altro particolare: il cielo diviene scuro e notturno. Secondo i Vangeli, il cielo diviene oscuro soltanto dopo la Morte di Gesù. Altro fatto assai strano in questa Via Crucis.

Dodicesima Stazione

Il testo canonico della Via Crucis, nella Dodicesima Stazione, recita testualmente: "Gesù muore in croce per noi". Anche qui, osserviamo questa raffigurazione (vedi foto 12). Il cielo sullo sfondo, da notturno che era, rimane minaccioso ma stavolta torna diurno. Fatto strano anche questo, visto che i Vangeli dicono il contrario. Inoltre, anche qui vi è un personaggio nascosto, del quale si intravede una mano proprio sopra il capo della Vergine.

Tredicesima Stazione

ll testo canonico della Via Crucis, nella Tredicesima Stazione, recita testualmente: "Gesù è deposto dalla Croce". Orbene, osserviamo questa stazione (vedi foto 13). Qui, improvvisamente, proprio mentre Gesù viene deposto dalla Croce, scompare l'immagine della Vergine, sostituita, in questo caso, dalla Maddalena, riconoscibile dalla veste gialla, con stavolta sul capo un velo azzurro, che stringe una mano a Gesù. Cosa alquanto strana, che non collima con la classica "pietà" dove invece è la Vergine che è sempre raffigurata.

Quattordicesima Stazione

ll testo canonico della Via Crucis, nella Quattordicesima Stazione, recita testualmente: "Gesù viene sepolto". Questa è la stazione che reputiamo più interessante e più illuminante (vedi foto 14) di tutte le altre. Vediamola. La Maddalena ora è a capo scoperto, come in precedenti stazioni, mentre ricompare anche la Vergine con il suo manto azzurro. Qui, si sta trasportando il corpo di Gesù in una tomba. Ora, proprio da qui, vogliamo passare alle nostre conclusioni, che raccomandiamo ai nostri gentili lettori di valutare attentamente.

CONCLUSIONI

Partiamo, come detto, proprio dalla quattordicesima ed ultima stazione. Attenzione: osserviamo il corpo di Gesù, per la precisione la ferita sul costato, causata come raccontano i Vangeli dal colpo di lancia inferto da Longino. Ora, si sa che la ferita sul costato di Gesù era sul suo fianco destro, mentre qui sembra essere sul sinistro. Allora, qualcosa non quadra. Quindi abbiamo pensato di invertire la stazione, come se fosse riflessa in uno specchio (vedi foto 15). Quello che osserviamo è davvero incredibile. E' proprio questa la posizione giusta nella quale dobbiamo osservare questa stazione, ed il perché è presto detto: la ferita di Gesù sul costato è nella giusta posizione (come sappiamo dalle raffigurazioni e dalla Sindone). Inoltre, questa posizione mette in luce particolari interessantissimi: le montagne, il paesaggio, i personaggi (vedi foto 16). Osservando attentamente appunto il paesaggio, notiamo che le montagne sono esattamente le stesse del circondario di Rennes-Le-Chateau. Abbiamo segnato Blanchefort, una testa di serpente e un fonte battesimale. Di fronte a Blanchefort, come sappiamo, c'è il Monte Cardou, di cui abbiamo ampiamente parlato. Allora, vuol dire che l'ineffabile parroco ha voluto lasciare un vero e proprio segnale topografico. Sviluppiamo allora (vedi foto 17) queste indicazioni. E' davvero incredibile. Riportando i punti trovati sulla quattordicesima stazione sulla carta topografica della località di Rennes-Le-Chateau, troviamo che corrispondono in modo impressionante ed esatto a delle località "chiave" per il Grande Segreto. Troviamo in sequenza Blanchefort, il Monte Cardou, la Poltrona del Diavolo (rappresentata dalla testa di serpente) che è nella Foresta di Rennes-Les-Bains, la Fonte della Maddalena, che è sempre in quella foresta, fino ad arrivare ad una località il cui nome è tutto un programma: L'Homme Mort, cioè l'Uomo Morto. Ma non è soltanto questo. La quattordicesima stazione, sotto, ha il numero romano XIV, appunto il numero 14. Ma la vediamo riflessa come in uno specchio, il numero XIV diventa la parola VIX. Ed in latino la parola VIX.... beh, lasciamo l'interpretazione ai latinisti.... Ma andiamo avanti e vediamo la decima stazione: abbiamo parlato di numeri, quelli che i dadi gettati a terra segnano, cioè il 5, il 4 ed il 3. Ricordiamo che, secondo la cabala ebraica, i numeri 3, 4 e 5 rappresentano Israele. La somma di questi numeri fa 12. La somma scomposta dei due numeri, cioè 1 + 2 fa 3. Il numero della perfezione e della Trinità. Ma continuiamo con i numeri: prendiamo il numero della stazione, il 10, e poi prendiamo i due numeri del dado di sinistra, il 4 e d il 3. Sommiamo i numeri 10 + 4 + 3 = 17. Già, il numero "magico" di Rennes-Le-Chateau, che sempre ricorre in tutto il mistero. Ma questo numero deve essere usato assieme al numero del dado di destra, il 5, per avanzare su una tabella, o meglio su uno scritto di Sauniére, trovato nelle carte personali del parroco dopo la sua morte, che riportiamo qui sotto:

Y E N S Z N U M G L N Y Y R F V H E N M Z F

P.S O T + P E C H E U R + A + L ' E M B Z

V O U C H U R E + D U + R H O N E , S O N Z

U P O I S S O N  + S U R + L E + G R I L + F

L D E U X + F O I S + R E T O U R N A . U D

R N + M A L I N + S U R V I N T + E T + X H

R X V + F O I S + L E + G O U T A + . C U Z

T I T . , L ' A R E T E . + U N + A N G E + T

N V E I L L A I T + E T + E N + F I T + U Q

Y N P E I G N E + D ' O R . B . S . C U R H

O V T S V K Y R M S T I J P Z C K P F X K A

Ordunque, secondo un calcolo fatto da Boonaert, che è riportato sul libro "Rennes-Le-Chateau, guide du visiteur", scritto da Kletzky e Pradere (Ed. Sival e Ganz, 1990), usando il codice del 17 con il 5, si otterrebbe una frase di 128 lettere, come quella della tomba della marchesa, ma questo messaggio suona in questo modo:

OR NATIF ROMAIN HAUTPOUL DEPOTS WISIGOTHIQUE, ALARIC, ROYAL, TEMPLIERS BEZU, ACCESS KARST SUD AVEN RAYONS. LLLLLLXV.M POINTS AVEN P.CARLA. ROI MORT. MMLLLLXLV.M.

Si potrebbe anche fare una traduzione letterale, ma pensiamo che bastino le parole di senso compiuto per far capire le intenzioni di Sauniére; difatti possiamo leggere le parole: oro, Romani, Hautpoul (la famiglia della marchesa), deposito visigoto, Alarico, reale, Templari e Bezu (il castello di cui abbiamo parlato nel nostro viaggio), accesso, raggi da sud (riferimento ai raggi solari nella chiesa di Rennes), Carla (località nei pressi di Rennes), re morto. Per i "numeri romani", qualora lo fossero, potrebbero significare qualsiasi cosa.

Concludendo, possiamo affermare che la Via Crucis di Rennes-Le-Chateau non è una semplice Via Crucis, né tantomeno, come qualcuno afferma, un percorso iniziatico. Nulla di tutto questo. E' invece una vera e propria carta topografica, che si rifà a quella di Boudet del suo libro "La Vrai Langue Celtique", carta disegnata dal fratello di Boudet, Edmond. Come sempre, noi diciamo che un'ideina ce la siamo fatta riguardo al mistero ed alla sua rivelazione. Attendiamo ora le opinioni dei nostri gentili lettori al riguardo, anche dopo aver dato loro queste altre indicazioni nascoste nella Via Crucis della chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-Le-Chateau.