Come abbiamo visto nella sezione dedicata ai misteri di Saint Sulpice a Parigi, in questa chiesa situata nel cuore del quartiere di Saint Germaine (vedi foto 1), non appena varcata l'entrata, sulla destra, abbiamo la cosiddetta "Cappella degli Angeli", nella quale fanno bella mostra tre dipinti del grande Eugene Delacroix. Un tipo eccentrico e tenebroso, il nostro Delacroix, del quale abbiamo un ritratto (vedi foto 2). I dipinti in questione sono per la precisione tre: "Giacobbe lotta con l'Angelo" sul lato sud della cappella (vedi foto 3); "La cacciata di Eliodoro dal Tempio", sul lato nord della cappella (vedi foto 4) e "L'arcangelo Michele sconfigge il Male" sulla volta della cappella (vedi foto 5). Dunque, abbiamo tutte e tre le opere "misteriche" del grande pittore. Cerchiamo ora di esaminarli uno alla volta, così ci renderemo conto meglio anche dei particolari "strani" dei dipinti stessi.

Giacobbe lotta con l'Angelo

Come abbiamo potuto constatare (vedi foto 3) questa è forse l'opera più importante e rappresentativa di Delacroix nella Cappella degli Angeli di Saint Sulpice a Parigi. Ma iniziamo subito a vedere le particolarità e le "stranezze", oltre a "coincidenze" molto sospette di questo dipinto. Nel nostro primo studio, abbiamo voluto evidenziare due particolari che consideriamo molto importanti (vedi foto 6). Il primo particolare riguarda un oggetto assolutamente fuori tempo: un cappello da esploratore, poggiato su un'altra serie di oggetti, fra cui una borraccia, un elmo romano, una lancia con sopra delle vesti ammucchiate. Che ci fa un cappello da esploratore in un contesto di questo genere? Ma anche gli oggetti stessi sono "strani". Difatti, se vogliamo fare degli accostamenti e delle ipotesi, possiamo dire che la lancia potrebbe stare a significare la lancia che ha trafitto il cuore di Gesù. L'elmo romano potrebbe invece indicare proprio che a trafiggerlo fu un romano. La borraccia potrebbe invece riferirsi al momento in cui a Gesù fu dato da bere. oppure che fa parte del corredo da esploratore, di cui sopra abbiamo il cappello. E le vesti? Forse Delacroix ha voluto rappresentare con esse quelle che furono strappate a Gesù? Del resto, sulla destra del mucchio di vesti c'è un panno rosso... Ma, ipotesi ancor più suggestiva, tutto il gruppo potrebbe potrebbe stare ad identificare una località. Già, perché più in basso al gruppo vi è dell'acqua, c'è un elmo ed una lancia romana: la località in questione potrebbe essere Rennes-Les-Bains, a pochi chilometri da Rennes-Le-Chateau, che i romani elessero a stazione termale. Questo anche perché nel dipinto c'è un altro particolare, il numero 2, che ci ricorda Rennes-Le-Chateau. Si tratta di una donna con un anfora sulla testa, la stessa raffigurata poi da Sauniére nella sua chiesa di Rennes, sulla destra del Monte Fiorito, che potrebbe raffigurare la Maddalena con la sua anfora che si reca al Sepolcro di Cristo per portare gli unguenti. Passiamo ora ad un particolare che ci ha fatto riflettere molto, sempre su questo dipinto (vedi foto 7). Al centro di quello che abbiamo evidenziato, appare chiarissima una impronta, o forse una doppia impronta, che assomiglia molto ad una "X". Quello che ci ha fatto riflettere, è la coincidenza con un versetto del "Serpente Rosso", esattamente quello contenuto del segno zodiacale della Vergine, che recita così: "... gli zoccoli di un cavallo avevano lasciato quattro impronte sulla pietra, ecco il segno che DELACROIX aveva lasciato in uno dei tre dipinti della cappella degli Angeli". E quelle impronte che abbiamo rilevato sembrano proprio degli zoccoli di un cavallo. Ma il fatto è che sono due, non quattro. Dove saranno le altre due? Non siamo ancora riusciti a trovarle. Ma torniamo per un momento alla suggestiva ipotesi che abbiamo fatto prima, cioè che il particolare numero 1, quello del cappello e degli altri oggetti potrebbero significare la località di Rennes-Les-Bains. Faremo un verifica geografica e poi porremo i risultati a disposizione dei nostri gentili lettori.

La cacciata di Eliodoro dal Tempio

Questo dipinto è eccezionale per profondità e per cromaticità. Raffigura Eliodoro che viene cacciato dal Tempio di Gerusalemme, in quanto voleva impadronirsi del tesoro in esso contenuto. In questo dipinto appare, in tutto il suo splendore, un altro passo, sempre citato nel Serpente Rosso, contenuto nel versetto del segno zodiacale della Bilancia: "Eccomi dunque a mia volta cavaliere sul destriero divino che cavalcava l'abisso."  Ordunque, il cavallo raffigurato da Delacroix in questo dipinto, viene chiamato proprio il "cavallo di Dio", ossia il destriero divino citato nel Serpente Rosso. E' da sottolineare che questo dipinto, in Saint Sulpice, viene sempre tenuto in penombra e non viene quasi mai illuminato, a differenza di quello di fronte, raffigurante come detto Giacobbe che lotta con l'Angelo. Invitiamo i nostri lettori a trovare qualche altro particolare interessante in questo dipinto, che a noi, nonostante la nostra disamina accurata, sia sfuggita.

L'Arcangelo Michele sconfigge il Male

In questo dipinto, che si trova sulla volta, non sembrano esservi particolari interessanti, se non per uno: la cintura che avvolge i fianchi di San Michele. E' di colore rosso vivo ma non solo. Osservandola con attenzione, abbiamo notato la sua forma, che è esattamente uguale a quella del fiume Sals che bagna Rennes-Les-Bains, come possiamo osservare (vedi foto 8). Vorremmo ricordare proprio come le acque del fiume Sals, oltre ad essere saline dal nome, sono anche ferruginose, ed in molti punti acquistano un colore rossastro, senza dimenticare che la terra del Monte Cardou, che domina il Sals, sia invariabilmente di colore rosso. Che sia questo il Serpente Rosso di cui tanto si parla?

Questi sono i primissimi nostri studi su questi dipinti, che porteremo avanti senza soluzione di continuità. Come detto, invitiamo i nostri gentili lettori a fornirci altre indicazioni, qualora le trovassero, sugli stessi dipinti. Continueremo a lavorare ed ancora a scoprire.