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Con tutti i rilevamenti che abbiamo effettuato a Rennes-Le-Chateau nel nostro ultimo viaggio, che tutti i gentili lettori del nostro sito possono trovare alla sezione del viaggio nel mistero, eravamo certi che qualcosa di molto importante avremmo in qualche modo trovato. E così è stato. Dopo un duro lavoro e mesi passati ad esaminare i vari reperti e le foto nei minimi particolari, anche con l'aiuto di attrezzature particolari, come uno spettrografo elettronico ad esempio, ci siamo accorti di alcuni particolari che ad una prima occhiata sembravano senza importanza o comunque non di grande rilevanza, però ad un esame più attento ci hanno riservato delle sorprese a dir poco interessanti, e vogliamo rendere partecipi di questo i gentili lettori. Un appunto di Sauniére Ecco un particolare che in verità avevamo notato subito, ma non gli avevamo dato la giusta importanza. Si tratta di un atlante che è esposto in una delle vetrinette del Museo Sauniére (vedi foto 1). Vi erano degli appunti di Sauniére, ma ad una prima occhiata non sembrava davvero esservi nulla di interessante. Poi, esaminando meglio la foto, abbiamo notato qualcosa in un'area specifica, che abbiamo evidenziato con del colore giallo (vedi foto 2). Con molta pazienza abbiamo ingrandito e ruotato l'area interessata dal colore giallo, e abbiamo notato con grossa sorpresa che è presente un appunto con la scrittura di Sauniére. Non sappiamo se sia sfuggito o se non se ne siano accorti, ma crediamo che non sia così (vedi foto 3). Si tratta senza meno di un messaggio criptico, ed è strano che sia scritto proprio su un atlante dove sulla pagina adiacente c'è un disegno dello stesso Sauniére, un giglio di Francia sormontato da una stella a sei punte, cioè il Sigillo di Salomone. Come si può notare, è una serie di lettere puntate ognuna sormontata da un numero, cioè sono numerate. Riportiamo qui il messaggio come è scritto: Prima riga : T. P. J.R dove la T è sormontata dal numero 1, la P dal numero 2, le lettere J.R sono invece sormontate dal numero 3; Seconda riga: D. M. S. E. O. dove la D è sormontata dal numero 4, la M dal numero 5, la S dal numero 6, la E dal numero 7 e la O dal numero 8; Terza riga: NE REPONDEZ PAS, dove la parola NE è sormontata dal numero 9, la parola REPONDEZ dal numero 10, la parola PAS dal numero 11. Segue un nome o una firma, "Etienne". Letta così non ha alcun senso, ma questo abbinamento di lettere che non possono che essere iniziali, sormontate ognuna da un numero, ci ha fatto immediatamente pensare ad un messaggio criptico, conoscendo anche la passione che Sauniére aveva per le cose enigmistiche. Abbiamo iniziato a pensare cosa poteva significare questo crittogramma, e soprattutto quali parole potevano essere quelle puntate. Ovviamente bisognava pensare in lingua francese. Con un complesso quanto improbo lavoro di decodifica, usando la scacchiera di Polibio, il codice di Vigenere, alchimista, e la tecnica del "passo del cavallo", un processo davvero difficoltoso che non stiamo qui a spiegarvi altrimenti ci vorrebbe un elenco telefonico, siamo arrivati a questa frase che tradotta in italiano sembra davvero incredibile: TUTTO SI PRESENTA INESTRICABILE ORMAI NORD SACRO EFFLUVI NON SI PUO' RISPONDERE PIU' Frase stranissima che letta così non vuol dire nulla. Ma come detto, Saunière era anche un enigmista, quindi abbiamo cominciato un paziente quanto lungo lavoro di anagrammi e scarti, ma alla fine abbiamo ottenuto questa frase che è a dir poco illuminante: "A destra di PS Nostra Regina ha perduto il suo punto ma lo detiene" Il fatto del PS ci ha immediatamente riportato alla memoria il famoso PS di Praecum sia sulla tomba della Marchesa di Blanchefort che sulle pergamene, inoltre "Nostra Regina" ci ha fatto venire in mente quella che i Templari chiamavano la loro "Regina", cioè Maria Maddalena. Nella chiesa di Rennes-Le-Chateau ci sono diverse raffigurazioni di Maria Maddalena, una è una statua (vedi foto 4), una è nel bassorilievo sotto l'altare (vedi foto 5), un'altra è nel cosiddetto "Monte Fiorito", che si trova in alto nella direzione opposta all'altare, cioè ad ovest (vedi foto 6). Rifacendoci alla frase criptica appena trovata, si dice che "Nostra Regina ha perduto il suo punto". Che vorrà significare? E' chiaro che ci si riferisce ad una delle raffigurazioni di Maria Maddalena nella chiesa, ma quale? Rivedendo però la foto 4, notiamo che la statua ha nella mano sinistra un vaso (quello degli unguenti con i quali intendeva ungere il corpo di Gesù) e nella destra sostiene una croce. E la destra in questo caso corrisponde ad est, cioè all'oriente. Ma rimane il dilemma del PS. Abbiamo già detto nella sezione dedicata al segreto di Rennes che potrebbe significare "Priorato di Sion", ma a questo punto dobbiamo dire che non è più così. Deve significare necessariamente qualche altra cosa, legata strettamente al famoso Meridiano. E poi, alla fine della frase quel "ma lo detiene", significa che Nostra Regina ha perduto questo punto ma comunque lo detiene. Frase enigmatica ma comunque molto illuminante per il suo significato criptico. Insomma, questa Regina ha perduto una cosa importante ma la detiene, o la deteneva. Ma cosa? Diciamo che abbiamo poi osservato la disposizione delle statue nella chiesa, e la cosa che più salta all'occhio è la statua di Maria Maddalena, posta a ridosso della parete sud della chiesa (vedi foto 4). Nella sua mano destra, come detto, sostiene una croce mentre nella sinistra un vaso con il quale recava gli unguenti con i quali intendeva ungere il corpo di Gesù. Se nella sua mano destra sorregge una croce, più a destra ancora della statua vi è l'ingresso della famigerata sacrestia, quella nella quale non siamo riusciti, nonostante vari tentativi, ad entrare. Ma sappiamo che nella sacrestia stessa vi è una vetrata con un crocifisso e non solo. Vi è anche un armadio con un entrata segreta sul pavimento, una botola che porta nel sottosuolo, dove vi è un passaggio che porta proprio sotto alla chiesa, e di cui siamo caparbiamente riusciti ad avere una foto (vedi foto 7). Allora questo potrebbe significare che quello che è alla destra della Regina si trova, o perlomeno si trovava, nel sottosuolo della chiesa di Rennes. Ma rimane il mistero di "cosa" ha perso questa Regina. Altra folgorazione: nella chiesa di Rennes, sulla volta, troviamo un simbolo davvero eccezionale per farci intuire questo mistero (vedi foto 8). Si tratta di un affresco, dove appare a sinistra un vaso, al centro il monogramma di Maria Maddalena, e a destra una croce. Perché questa strana rappresentazione? A noi è apparso chiaro: il vaso rappresenta Maria Maddalena, vaso che conteneva i suoi unguenti con i quali come detto voleva ungere il corpo di Gesù, poi il monogramma di Maria Maddalena, e a destra la croce, cioè il Cristo. Se la Regina, cioè Maria Maddalena, guarda verso come è logico verso oriente, a sinistra avrà il vaso, e a destra ciò che ha perduto, cioè il Cristo. Simbologia criptica ovviamente, ma ormai chiarissima. Quindi qui, oltre che di Maria Maddalena, si parla del Cristo, non abbiamo più dubbi. La Doppia Tomba Ci trasferiamo ora al cimitero di Rennes-Les-Bains, del quale abbiamo diffusamente parlato nella sezione dedicata al viaggio nel mistero. In mezzo a tante tombe, fra cui quella della madre e della sorella di Boudet (vedi foto 9), ne troviamo una tutta particolare, e si trova precisamente nella zona adiacente all'ingresso del cimitero. E' la cosiddetta "doppia tomba", non perché siano due, ma perché vi sono delle iscrizioni assai strane. La tomba è quella del Conte di Fleury (vedi foto 10). Sulla lastra tombale orizzontale, una dicitura ormai mezza cancellata e consunta dal tempo, che recita: "Qui giace il conte di Fleury, morto nel 1836". Sulla lapide tombale verticale, solo una scritta che però ci fa sobbalzare: "Colui che è passato facendo del bene". La ragione del nostro moto di sorpresa ed emozione è perché nel libretto di cui parliamo in un'altra sezione di questo sito, il Serpente Rosso, proprio l'ultimo verso recita esattamente: "Colui che è passato facendo del bene". E tutto questo non può essere casuale, quindi abbiamo pensato che il conte di Fleury non può essere estraneo al segreto di Rennes-Le-Chateau, anche perché sappiamo che era un grande amico di Boudet. Ma andiamo avanti nell'esaminare questa tomba, perché ci aspettano altre sorprese. La tomba di Fleury ha la particolarità che ai piedi della lastra tombale orizzontale è presente una specie di parallelepipedo di pietra (vedi foto 11). Sulla faccia esterna di questo parallelepipedo di pietra sono riportate le stesse parole della lastra tombale ed anche questo è strano: che bisogno c'è di scrivere due volte la stessa cosa? Ma c'è una diversità stranissima fra le due frasi, cioè l'anno della morte. Se nella lastra tombale vi è scritto che il conte di Fleury è morto nel 1836, su questo parallelepipedo è invece scritto che è morto nel 1856, cioè vent'anni dopo (vedi foto 12). Ma si vede benissimo che prima vi era scritto un "3" al posto del "5" nell'anno di morte. Strano davvero, perché sappiamo benissimo che la tomba è stata costruita tutta nello stesso momento. Quindi, se è stato corretto l'anno di morte da 1836 a 1856, perché non è stato corretto anche sulla lastra tombale dove invece risulta ancora 1836? Ma le sorprese che doveva riservarci la tomba di Fleury non erano ancora finite. Presi da un moto di curiosità, abbiamo voluto prendere le misure esatte dello stranissimo parallelepipedo in pietra. Ebbene, anche qui una sorpresa. Le misure in centimetri, riportate in cubiti ebraici, danno le esatte misure dell'Arca dell'Alleanza, così come è descritta nella Bibbia. Inoltre, sulla faccia superiore di questo parallelepipedo è incisa, ormai consumata dal tempo, una linea che sembrava terminare con una freccia, come ad indicare una direzione. Immediatamente, visto questo, abbiamo controllato questo allineamento sulle carte. Ebbene, tirando idealmente una linea che prosegue lungo la direzione della freccia, intersechiamo esattamente la chiesa di Rennes-Le-Chateau. Ci è venuto da pensare che il "Monte Fiorito" della chiesa di Rennes potesse essere in qualche modo legato al nome di Fleury. Sempre più presi dall'eccitazione, abbiamo voluto fare un'altra prova, e forse questa è la più sensazionale di tutte. Abbiamo tirato fuori la nostra bussola meccanica e l'abbiamo posta sulla lastra di una tomba vicina a quella di Fleury, dove è sepolto tale Jaffus (vedi foto 13). L'allineamento con il nord magnetico era perfetto, quindi nulla di strano. Poi, nella medesima posizione e medesimo modo, aiutati dai nostri strumenti, abbiamo posto la bussola sulla lastra tombale di Fleury. Ed ecco la sensazionalità: l'ago della bussola, mentre sulla tomba adiacente era perfettamente allineato con il nord, questa volta ha uno scarto notevole di 5° verso nord-nord-est (vedi foto 14). Abbiamo riprovato per ben 4 volte la stessa cosa, temendo un nostro errore di posizionamento della bussola, ma così non era. Poi abbiamo tentato la stessa cosa non più sulla lastra tombale, ma sulla faccia superiore del parallelepipedo. Stesso risultato, nè più, nè meno. Incredibile ma vero, quindi abbiamo concluso che in quel punto vi fosse un campo magnetico di disturbo. Abbiamo provato lo stesso esperimento sulla tomba immediatamente seguente a quella di Fleury, ove è sepolto tale Denarnaud ma (vedi foto 15), l'ago è tornato normalmente verso il nord magnetico senza deviazioni. Provando con la nostra apparecchiatura elettronica, abbiamo constatato che il campo magnetico sulla tomba di Fleury era notevole, invece assolutamente assente sulle altre due tombe distanti non più di 1,5 metri. Per concludere, questo fenomeno si verificava soltanto sulla tomba di Fleury. Ultima sorpresa: controllando le carte, la tomba di Fleury si trova esattamente sul meridiano che passa diritto sul Monte Cardou. Quindi ecco un'altra traccia: il conte di Fleury conosceva il segreto di Rennes, e forse ne era partecipe in prima persona. Ora bisognerà capire il perché del campo magnetico sulla sua tomba, cosa senza meno affascinante. Un mistero nel mistero. Una maiolica misteriosa Torniamo quindi a Rennes-Le-Chateau, perché qui vogliamo esaminare attentamente il portale l'ingresso della chiesa di Sauniére. Avevamo già notato una certa diversità fra le stranissime maioliche gialle che fanno da contorno al tetto d'ingresso della chiesa (vedi foto 16) con quella della sommità, dove vi è un cuore con una croce. Abbiamo così voluto vedere meglio. E abbiamo fatto bene, perché a prima vista risulta diversa dalle altre, si vede benissimo che è stata sostituita ed il colore non è lo stesso, è leggermente più chiara ed il colore anziché brillante è patinato. Abbiamo pensato inizialmente che fosse stata sostituita perché quella originale era andata distrutta o avesse subito qualche danno. Ma il sospetto serpeggiava, tanto che abbiamo cominciato a fare ricerche negli archivi del Comune di Rennes-Le-Chateau (dobbiamo dire con molta difficoltà) e ad esaminare i vari libri della libreria esoterica "Atelier Empreinte" di proprietà di Sonia Moreu, libreria posta a pochi passi dalla chiesa. Finché abbiamo scovato un vecchio disegno (fatto molto bene), risalente al periodo della progettazione dei restauri della chiesa voluti da Sauniére, del portale con relative maioliche, che abbiamo immediatamente fotografato. E qui la sorpresa è stata eccezionale (vedi foto 17). Esaminando con estrema attenzione, vedremo che la maiolica della cuspide non è affatto quella attuale, ma era tutt'altra. Ma l'eccezionalità non consiste in questo: consiste nel fatto che la maiolica della cuspide rappresenta una cosa che con la religione cristiana non dovrebbe entrarci nulla. I nostri gentili lettori più attenti l'avranno già individuato. Difatti è la rappresentazione egizia dell'Occhio di Horus. Che c'entra l'Occhio di Horus in una chiesa cristiana cattolica? E che c'entra l'Egitto? Ecco perché la maiolica della cuspide è stata sostituita, appunto perché rappresentava una cosa che nulla avrebbe a che vedere con la religione cristiana. Però attenzione: occorre valutare una cosa. Nella mitologia egizia, Horus era il figlio di Osiride e di Iside. Osiride era il dio del Regno dei Morti, mentre Iside era considerata la Dea Madre, Madre Terra, Madre Universale, e dopo diverse vicissitudini che non stiamo qui a raccontare in quanto vi sono anche particolari macabri, ebbero questo figlio, Horus. In quanto dei, erano una specie di trinità egizia insomma. Ma allora cosa ha spinto Sauniére a mettere l'Occhio di Horus sulla sommità dell'entrata della sua chiesa? Noi avremmo forse una risposta, ma vogliamo lasciarla ai gentili lettori. Comunque, fatto sta che questa stranezza è a dir poco sensazionale ed in un certo qual modo anche imbarazzante. Il segreto delle date e i quadri Si è sempre discusso e si sono versati fiumi di inchiostro sul perché Sauniére avesse fatto capovolgere il pilastro visigoto dell'altare per porvi sopra l'immagine della Vergine Maria (vedi foto 18). Infatti la data impressa sul pilastro non era 1891, che era scritta come I89I, ma bensì 1681, scritta come I68I, usando al posto del numero 1 la cifra romana "I". Una ragione ci doveva essere. E in quanto se ne sono scritte tante, quindi vogliamo anche noi dire la nostra. Se rivediamo il vecchio disegno del portale della chiesa (vedi foto 19) nel quale abbiamo evidenziato i punti in giallo, ci accorgeremo che esistono delle date ben precise. Sauniére, nei lavori di restauro della chiesa, ha posto due date sui pilastri lateriali d'entrata, il 1891 ed il 1892. Più sotto, sul pilastro a sinistra c'è la scritta "IHS" chiaro criptogramma cristiano, anche se per noi non è soltanto così, ma si rifà a ciò che è scritto sull'acquasantiera all'entrata della chiesa, e che significherebbe "In Hoc Signo", mentre all'interno vi è una frase del genere ma in lingua francese. Sul pilastro a destra invece un'altra data, il 1646. Anche qui il numero "1" è sostituito dalla cifra romana "I". Come abbiamo detto, questo disegno era stato fatto in occasione dei restauri della chiesa voluti da Sauniére. Ma pensiamo al capovolgimento del pilastro visigoto che indica ora il I89I, ma che in realtà era il I68I. Infatti possiamo vedere questo pilastro nella sua versione originale, custodito nel Museo Sauniére (vedi foto 20). Qui compare il I68I, ma la scritta MISSION invece è capovolta, risultando NOISSIW. Ora ci è venuto da pensare alle pergamene ritrovate da Sauniére. In una di queste due, per la precisione la seconda (vedi foto 21). In basso sulla destra, possiamo leggere, in un simbolo particolare sormontato da una "N", proprio la scritta "NOIS", cioè le prime quattro lettere di quella scritta capovolta, "NOISSIW". Capovolgendo la scritta NOIS si ottiene "SION", cioè Gerusalemme. Quindi pensiamo sia esatto ciò che abbiamo sostenuto nella sezione dedicata al viaggio nel mistero, cioè che la scritta "MISSION", con le due "S" più marcate nel pilastro dei giardini di Sauniére deve avere un significato particolare, criptico. Tornando ora al capovolgimento delle date, vediamo che I68I è una data particolare se si toglie la prima cifra, rimanendo così 68I. E' particolare perché nell'anno 681 avviene l'arrivo di Dagoberto II a Rennes-Le-Chateau e non solo: il 681 è la cifra indicata, come abbiamo visto, dalla decrittazione delle pergamene e della lapide della Marchesa di Blanchefort. Ricordiamo la frase per intero, per tenerla a mente: "PASTORELLA NESSUNA TENTAZIONE CHE POUSSIN TENIERS TENGONO LA CHIAVE PACE 681 PER LA CROCE E QUESTO CAVALLO DI DIO FINISCO QUESTO DEMONIO DI GUARDIANO A MEZZOGIORNO POMI BLU". Allora il 68I potrebbe riferirsi alla scritta sul pilastro della porta della chiesa. La pastorella è senza meno quella presente nel quadro di Nicolas Poussin "I Pastordi in Arcadia" seconda versione (vedi foto 22). Infatti nella frase sono citati anche Poussin, l'autore del quadro, e Teniers, altro pittore che fece due interessanti tele, cioè "S.Antonio e S.Paolo" e "Le tentazione di di S.Antonio", che sono proprio i due quadri che Sauniére si andò a prendere in copia alla Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi. Vediamoli questi due quadri, perché si dice che in essi sia celato un segreto. Poi torneremo sul quadro "I Pastori in Arcadia" di Poussin. La prima tela che esamineremo è "S.Antonio e S.Paolo" di Teniers (vedi foto 23). Il paesaggio del quadro è sconosciuto e forse di fantasia. Se ne sono dette tante su questa tela, si sono fatte le costruzioni geometriche più disparate e fantasiose, ma la soluzione, noi riteniamo, sia molto più semplice. Ricordiamo sempre che i Templari solevano dire "Se vuoi nascondere qualcosa mettila sotto gli occhi di tutti e non la vedrà nessuno". E avevano senz'altro ragione, tanto che noi adottiamo sempre questa tecnica per scoprire qualcosa: guardare bene dove tutti guardano ma nessuno vede. Difatti guardare è una cosa, vedere è un'altra. Tornando al quadro di Teniers, non sembra esservi nulla di strano o di occulto, ma non è così. E quello che i Templari dicevano qui traspare in tutta la sua pienezza. Abbiamo evidenziato con un cerchio l'area "incriminata" (vedi foto 24). E' la testa di un orso. Sembra non entrarci nulla con tutta la storia, ma non è così, in quanto in uno degli scritti di Sauniére (ormai introvabile ma che sappiamo esiste) troviamo: "In tutto quel paesaggio la cosa più importante è un orso bruno...". Cosa potrà significare? Noi siamo certi che si intende parlare di una costellazione, l'Orsa Maggiore, citata più volte negli scritti che riguardano il segreto di Rennes-Le-Chateau. Passiamo ora ad esaminare il secondo quadro di Teniers, ossia "Le tentazioni di S.Antonio" (vedi foto 25). Guardandolo soltanto, non traspare nulla di interessante, solo un paesaggio ai piedi di una grotta sulla destra, dove vi sono alcune persone ed animali, una donna in particolare che sembra essere una srega, indica al Santo proprio la caverna. Se invece lo "vediamo" e lo passiamo minuziosamente al nostro esame, scopriamo una cosa della quale, e di questo ne siamo certi, non si è mai accorto nessuno. Come per il quadro precedente, abbiamo evidenziato l'area interessata (vedi foto 26). Come si può ben notare, nell'area evidenziata compare, quasi graffito sulla roccia, un volto ammantato. Di chi è quel volto? Non certo dell'autore del quadro, perché conosciamo Teniers, esiste un suo autoritratto. Quindi, la donna che sembra essere una strega sembrerebbe indicare al Santo proprio quel volto graffito sulla roccia, che possiamo osservare in dettaglio (vedi foto 27). A prima vista potrebbe sembrare il volto di una donna, che senza meno deve avere un significato particolare e rivelatore anche per un altro fatto: noi abbiamo cercato di esaminare profondamente quel volto ma soprattutto il velo che lo ammanta, ed è risultato essere proprio un velo tipico delle donne in Medioriente. Anche ammettendo che quello fosse il volto di Maddalena, siamo certi che ha un significato geografico, una vera e propria indicazione. Comunque, fatto sta che qui di segreti ne siamo pieni. Ma non è finita. Come detto torniamo al quadro "I Pastori in Arcadia", seconda versione, di Nicolas Poussin (vedi foto 22). Anche questo, a parte che esaminandolo con estrema attenzione abbiamo notato che il paesaggio sullo sfondo è quello di Rennes-Le-Chateau, è anche un'altra indicazione geografica precisa (vedi foto 28). Tracciando le linee fra i gomiti e le teste dei personaggi raffigurati nel quadro, ricaviamo (linee gialle) la costellazione della Vergine, ed alle stelle della costellazione corrispondono esattamente le grandi cattedrali volute dai Templari. Ma non solo. Unendo con due diagonali le Cattedrali di Amiens e Chartres, e quelle di Bayeux e di Reims (vedi foto 29), al centro delle diagonali troveremo esattamente una località storica e nello stesso tempo tragica per i Templari. La cittadina di Gisors. E' la stessa cittadina dove sorge il Castello di Gisors e dove furono tenuti prigionieri i Templari che lasciarono i loro famosi graffiti, e dove un giardiniere, tale Lhomoy (vedi foto 30), sostiene di aver trovato nei sotterranei alcune tombe merovinge e alcuni cofani misteriosi che, secondo lui, contenevano tesori inestimabili. Abbiamo reperito un paio di disegni di questi sotterranei ed una foto del punto dove Lhomoy scavò, o meglio il punto da scavare, ove secondo Lhomoy si trova la cripta. La prima (vedi foto 31) indica la dislocazione del punto esterno, mentre la seconda (vedi foto 32) è un disegno della cripta. La terza (vedi foto 33) è la pianta della cripta secondo Lhomoy. La Quattordicesima Stazione della Via Crucis Questa secondo noi è una delle scoperte più importanti che abbiamo fatto a Rennes. A parte che se ne parla nel Serpente Rosso, quando parla della "quattordicesima pietra, la più grande con i suoi 35 cm" e può fare riferimento solo a questa, visto che è alta proprio 35 cm, ma quello che abbiamo "visto" e non "guardato" è l'incredibile "coincidenza" di alcune cose. Prima di tutto (vedi foto 34) iniziamo ad osservarla con estrema attenzione. Rappresenta ovviamente la deposizione di Gesù nel Sepolcro, effettuata da alcuni personaggi, che sarebbero, partendo da sinistra a destra, i seguenti: il giovane Giovanni, che sorregge sulla sua spalla la testa dell'affranta Vergine Maria, accucciata ai piedi di Gesù vi è Maria Maddalena, poi un uomo di spalle, e per finire Giuseppe d'Arimatea. Abbiamo esaminato centinaia di volte questa Stazione, e non trovavamo nulla di strano, quando improvvisamente ci è apparso un particolare illuminante che, come al solito, a prima vista sfugge. Sappiamo che in tutte le raffigurazioni di Gesù, almeno quelle templari e di chi sa bene le cose, la ferita al costato del Cristo era stata inferta dalla lancia sulla sua parte destra. Invece guardando la raffigurazione si nota che qui corrisponde al sua parte sinistra. Il che non è possibile, conoscendo quanto Saunière era legato ai Templari. Quindi vi era o un errore, oppure vi era un'operazione da compiere. Siccome in questi casi un errore è quasi impossibile, tutto ciò che abbiamo dovuto fare è stato capovolgere l'immagine, cioè come se la si vedesse in uno specchio. E' quello che abbiamo fatto (vedi foto 35). Alcuni particolari sono immediatamente saltati ai nostri occhi. Abbiamo subito visto, ormai ben conoscendo il paesaggio, come lo sfondo sia quello appena ad est di Rennes-Le-Chateau, ossia fra Rennes-Les-Bains, il fiume che scorre nella valle e la cosiddetta "Foresta Misteriosa" di cui abbiamo parlato nel rapporto del viaggio nel mistero, cioè la foresta sopra Rennes-Les-Bains. Sullo sfondo a sinistra in alto si notano le rocce di Blanchefort, di fronte la stessa sagoma che è quella del Monte Cardou. Più avanti, in prospettiva, appena dietro i personaggisi nota, e non l'avevano vista prima, una testa di serpente di colore rossastro, sulla destra una specie di fonte battesimale in pietra. Tutto questo lo abbiamo riportato sulla stessa foto riflessa della quattordicesima stazione (vedi foto 36). Ma fosse tutto qui, sarebbe niente, o quasi. Colti da una specie di eccitazione febbrile, abbiamo voluto vedere sulle carte della zona di Rennes-Les-Bains e Rennes-Le-Chateau questi "punti" che abbiamo pensato di aver trovato. Ebbene è stato incredibile, perché come si evidenzia (vedi foto 36 bis), queste sono zone ben definite e precise. Le abbiamo anche riportate (vedi foto 37) sulla carta geografica e vediamo le zone di Blanchefort e del Cardou a nord, e quelle della Poltrona del Diavolo (il serpente) e della Fonte della Maddalena (il fonte battesimale) corrispondono con quelle "puntate" sulla XIV stazione della Via Crucis. E "dulcis in fundo", la località corrispondente con quella "puntata" sulla XIV stazione si chiama.... l'Homme Mort, cioè l'Uomo Morto. Ma non finisce ancora qui. Abbiamo anche notato una cosa ancora più incredibile: ponendo la XIV stazione come se fosse riflessa in uno specchio, il numero romano che contrassegna la stazione, cioè "XIV", diventa la parola latina "VIX" e, ricordando i famosi "1" oppure "I" delle date viste in precedenza, aggiungendo proprio questa "I" alla parola latina "VIX", questa diventa "VIXI", cioè "VISSUTO" oppure "MORTO". Appunto che corrisponde alla località dell'Uomo Morto. Tutto ciò è davvero eccezionale e che ovviamente, non può essere casuale. E non dimentichiamo che più a sud di questa zona, c'è una roccia che vista appunto da nord, ha la forma della testa di un cavallo... il Cavallo di Dio posto proprio nella Valdieu, cioè nella Valle di Dio. E a proposito di cavalli, parliamone un attimo. I Cavalli di Dio, del Demonio e le Ombre Abbiamo parlato proprio ora di cavalli. A sud, nella Valdieu, come detto, esiste una roccia a forma di testa di cavallo (vedi foto 38). Ricordiamo un momento le parole del Serpente Rosso, nel capitoletto della Bilancia: "Eccomi dunque a mia volta cavaliere sul destriero divino che cavalcava l'abisso". E questa roccia è vicino ad un profondo baratro. Ma le storie dei cavalli non terminano qui. Difatti abbiamo scoperto anche dell'altro riguardo ai cavalli, o meglio alle teste dei cavalli. E' nostra convinzione che tutto il Segreto di Rennes-Le-Chateau ruoti intorno ad una partita a scacchi. Tanto che nel Serpente Rosso si citano le "sessantaquattro pietre", e nella chiesa di Rennes vi era una scacchiera, cioè propro 64 caselle, bianche e nere; si cita la Regina Bianca e la Regina Nera, vi sono le Torri (quella di Magdala e quella di Vetro) edora anche i Cavalli, che negli scacchi sono ritratti proprio solo con la testa... se abbiamo scoperto il Cavallo di Dio, allora ci deve essere anche quello del Diavolo. Ma dove sarà? Eccolo, il Cavallo del Demonio, ed è proprio celato nella chiesa di Rennes-Le-Chateau (vedi foto 39). Del Demonio perché fa parte di Asmodeus, o meglio è la sua forma del contorno. Ma esiste ancora un cavallo, o meglio sempre una testa di cavallo, ed è celata stavolta ancora meglio. Eccola, come si può ben notare (vedi foto 40) è nascosta nel dipinto di Poussin, quello dei "Pastori d'Arcadia", vista ruotata di 180°. Queste sono le altre rivelazioni che abbiamo trovato nel nostro studio continuo sul segreto di Rennes. Ve ne sono altre in serbo, e vi assicuriamo, mentre lasciamo i nostri gentili lettori alle loro conclusioni ed elucubrazioni, che ve le renderemo note non appena sviscerate e comprese.. ma abbiamo l'impressione che la prossima puntata riguarderà qualcosa a Parigi, legato a doppio filo con Rennes-Le-Chateau
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