In questa pagina speciale, mettiamo on-line una intervista che è stata pubblicata da una prestigiosa rivista che si occupa di misteri insoluti e di segreti mondiali, la rivista Hera, nel numero di febbraio 2004. L'intervista la si potrà trovare alla pagina 46 dell'allegato sui misteri di Rennes-Le-Chateau. E' una intervista che, è opportuno e doveroso dirlo, non è stata rilasciata dal Gran Maestro nella sua veste di capo del nostro amatissimo Ordine, ma nella qualità di semplice e libero ricercatore che si occupa del Segreto di Rennes-Le-Chateau. Desideriamo comunque precisare quanto segue:

il Gran Maestro dell'Ordine, contrariamente a quanto affermato dalla rivista, non è un esoterista, ma come ripetiamo, un semplice ricercatore che si occupa da anni del mistero di Rennes-Le-Chateau;

la rivista non ha pubblicato l'intervista integrale e quindi, in pieno accordo con Francesco Pellicano, giornalista che firma l'articolo sulla rivista, qui sul sito dell'Ordine i nostri gentili lettori potranno trovare il testo integrale dell'intervista rilasciata.

Per chi vuole vedere le immagini dell'intervista pubblicata su "Hera",abbiamo predisposto qui sotto due immagini che si riferiscono all'intervista stessa, mentre, nella sua integralità,  l'intervista è pubblicata ancora più sotto, dove le domande del giornalista sono scritte in carattere normale, mentre le risposte del Gran Maestro sono evidenziate in corsivo. Lasciamo ai nostri gentili lettori ogni commento e parere su questa intervista, che comunque riteniamo molto interessante e di grande utilità, per chi sa leggere fra le righe. In attesa dei pareri dei lettori, che a tutti giunga il nostro saluto affettuoso.

L'INTERVISTA  INTEGRALE (in carattere normale le domande del giornalista, in corsivo le risposte)

“La figura dello scomparso Pietro Marino e la sua ricerca della verità a proposito del mistero di Rennes-Le-Chateau. Secondo voi era vicino a scoprire qualcosa di decisivo?”

Secondo me, per come lo conoscevo e per l’amicizia che a lui mi legava e mi lega, sicuramente era molto vicino alla verità, se addirittura non ne conosceva già una parte.

“Vi sembra possibile muoversi sulla sua pista tenendo conto anche di indicazioni che ha lasciato?”

Debbo dire che il buon Pietro Marino non ha lasciato molto, in verità. Perlomeno non molto di scritto. Devo dire invece che ha lasciato parecchio nei ragionamenti fatti fra noi. Comunque non è semplice muoversi sulle sue orme

“A vostro parere è più giusto parlare non di uno ma di molteplici misteri attorno a Rennes? In che cosa si era imbattuto l’abate Sauniére?”

E’ secondo me errato parlare di un mistero di Rennes. E’ giusto parlare di più misteri che, riuniti fra loro, prendono il nome di Segreto di Rennes. L’abate Sauniére, secondo me, si era imbattuto in una cosa più grande di lui, ovviamente, ma che ha cercato di ricondurre su piani molto più terreni e soprattutto molto più redditizi per le sue tasche. Altrimenti non si spiegherebbe tutto quello che Sauniére ha lasciato, intendo dire le sue opere che, per quell’epoca, erano faraoniche

“La scoperta delle ormai famose pergamene e quella di una tomba sono strettamente legate: in che modo?”

Bisogna vedere a quale tomba lei si riferisce. Comunque le pergamene e la tomba sono legate dal fatto che le prime hanno dato l’impulso iniziale alla scoperta del resto. Se Sauniére è arrivato a scoprire una tomba molto particolare, lo deve proprio al fatto della scoperta delle pergamene. Sappiamo infatti, dai suoi appunti, che le pergamene sono state scoperte prima della tomba stessa

“Questa è una storia piena anche di frasi enigmatiche e di giochi di parole: ad esempio c’è la lapide della Marchesa Marie de Nègre del 1781 che contiene numerosi errori voluti; l’insieme dovrebbe essere un anagramma… Poi c’è la famosa frase incompleta “et in Arcadia ego…” su cui in molti si sono cimentati con risultati non soddisfacenti. Come ci si potrebbe avvicinare ad una soluzione?”

Il Segreto di Rennes, per la sua portata, non poteva essere certo scoperto da chiunque. I giochi “enigmistici” furono cominciati proprio dall’abate Bigou, con la lapide della de Nègre. Che non è soltanto un anagramma, ma è una vera e propria mappa. La frase “et in Arcadia ego”, mancante secondo la lingua latina del verbo finale è un’altra indicazione fondamentale. Ad esempio, chi dice che il verbo sia per forza “sum”, cioè “sono”? Potrebbe esserci qualche altro verbo, non le pare? E comunque voglio risponderle alla maniera templare: “metti ciò che vuoi nascondere sotto gli occhi di tutti, e non lo vedrà nessuno

“Quale fu la ragione più probabile dell’improvvisa ricchezza di Sauniére? Perché tanti importanti personaggi si recavano a parlare con il parroco in un paesino sperduto?”

La ragione l’ho detta prima. Sauniére ha sfruttato la sua conoscenza del Segreto di Rennes per riempirsi le tasche e per diventare famoso, anche con il beneplacito dell’abate di Rennes-Les-Bains, l’ineffabile Henry Boudet che lo sovvenzionò spesso, fino a quando litigarono… ma a quel punto Sauniére ormai era famoso ed era in possesso di un Segreto che poteva cambiare il mondo. I personaggi importanti andavano da lui proprio per quello, ivi compresa la sua amante, la cantante lirica Emma Calvè, intrigata con la Massoneria, di cui lei stessa era un Superiore Incognito…

“In questa zona sembrano convergere altri filoni di per sé enigmatici: i Catari, i Templari… c’è un filo conduttore? Perché si cerca da parte di alcuni di negare la presenza dei Templari in zona?”

Il filo conduttore c’è eccome. E non è solo un filo, è una corda, anzi una catena. Una catena “rossa”... La zona di Rennes era a maggioranza catara, e sappiamo come la pensavano. Negare poi la presenza dei Templari in zona è semplicemente ridicolo. Io stesso ho trovato testimonianze massicce dei Templari in zona, non ultimo il fatto che la famiglia Blanchefort era padrona di buona parte del territorio, e Bertrand de Blanchefort era il quinto Gran Maestro dei Cavalieri Templari. Negare la presenza templare a Rennes e dintorni non è soltanto ridicolo, è grottesco

“Parliamo della misteriosa organizzazione denominata “Priorato di Sion”: cosa si può dire in breve sulle sue origini e sulla sua evoluzione storica?”

Ci vorrebbe un libro per parlare del Priorato. Qualcuno ne nega addirittura l’esistenza, ed anche questa è una cosa ridicola. Comunque, molto in breve, posso dire che è molto antico, e che l’Ordine del Tempio nacque dalla scissione del Priorato in due parti, secondo il volere proprio di San Bernardo di Chiaravalle. Fatto sta che l’Ordine del Tempio, organizzazione molto militare e poco politica, è scomparsa, o si crede che lo sia, mentre il Priorato, molto più politico e meno militare se non in qualche suo comportamento poco ortodosso, tuttora è vivo e vegeto

“Spesso si è parlato di salvaguardia della continuità di una linea di sangue (forse merovingia) da parte del Priorato. Pensate che questo faccia sempre parte dei suoi piani attuali?”

Toglierei il forse. Merovingia lo è di certo. Così come è certo che esista a livello ereditario questa linea di sangue reale. Occorre vedere di quale linea e di quale sangue lei parla…. In ogni caso, sono convinto che il Priorato ancora persegue questo piano, anche se molto, ma molto più distorto dell’idea originale… d’altronde oggi è la politica a comandare, non le sembra?

“Vi risulta che il Priorato di Sion abbia delle diramazioni anche in Italia?”

Certo che mi risulta. Questo è sicuro. L’Italia è un luogo da tenere d’occhio da parte del Priorato, visto che è la nazione dove esiste il Vaticano e dove è più radicato il Cattolicesimo puro, così come in Spagna

"Secondo voi, il progressivo interesse che si è creato a partire dagli anni ’60 intorno al mistero di Rennes, è frutto in parte di un piano orchestrato dietro le quinte? Mi spiego: il lento ma costante rilascio di informazioni da parte di una fonte occulta, il conseguente moltiplicarsi di libri, trasmissioni TV, siti internet, ecc. possono aver catalizzato l’attenzione del pubblico su delle imminenti scoperte?”

Mi pare ovvio e pacifico che sia un piano ben orchestrato, e sono certo che il direttore di questa orchestra formata dai vari media sia proprio il Priorato. Vede, il Priorato è in possesso di questo Grande Segreto composto dai molteplici misteri di Rennes. Se questi misteri, parti del Segreto, vengono in qualche modo resi pubblici, vuol dire che esiste un piano preordinato, che deve sfociare in qualcosa che, non necessariamente però, possa rendere il Segreto pubblico in toto. Del resto, lo stesso Pierre Plantard, e così Cherisey, dissero che questo Segreto poteva minare alle basi la Chiesa Cattolica di Roma. Ma un po’ alla volta, fino a portare l’opinione pubblica sull’orlo di una crisi di religione vera e propria. Ed è mia convinzione che il primo obiettivo sia proprio questo. Nonostante ciò, occorre anche dire che tutto quello che viene scritto, detto e reso pubblico, per un buon 50% consiste in delle vere e proprie frottole senza senso

“Cosa ne pensate dell’attuale missione archeologica a Rennes-Le-Chateau? Pensate che ne emergerà qualcosa di positivo?”

Ma neanche per sogno. Non emergerà proprio nulla, se non quello che chi c’è dietro alla missione archeologica stessa, e sappiamo tutti questa missione da chi è “controllata”, vorrà far sapere. Comunque, le cose più importanti da trovare a Rennes sono state già rimosse e portate altrove. Se troveranno qualcosa, saranno le briciole, e probabilmente saranno quelle briciole che anziché dipanare la matassa, la ingarbuglieranno ancora di più. Intenzionalmente, ovvio

“Sembra non siano affatto fantasie le voci che parlano dell’interesse di vari servizi segreti per Rennes e dintorni, e persino della presenza in zona di persone a tali servizi in qualche modo  collegate. Cosa si può ipotizzare su questo coinvolgimento delle “intelligence” ?”

Che sul luogo esistano persone legate ai servizi segreti di mezzo mondo è fuori di dubbio. C’è chi si finge un turista e fa domande strane, chi non fa domande ed intanto indaga a modo suo, e così via. In così pochi chilometri quadrati, trovare persone di tante nazionalità, e perlopiù “strane”, è un fatto che ormai è assodato. Da ipotizzare c’è poco: cercano quello che cercano tutti quanti. Cioè un tesoro di immani proporzioni ma soprattutto il Segreto che può cambiare politicamente ed anche strategicamente le sorti del mondo. Per dirla tutta, le persone “strane” sono in maggioranza americani, inglesi, russi, francesi e… gente che proviene dal Vaticano, anche sotto mentite spoglie. Il tutto condito sia da una parte di massoneria che dalla parte più importante, cioè il Priorato.

“Recandovi a Rennes di persona più di una volta, che impressioni ne avete ricavato?”

Certamente non allegre. Non è un posto ameno, tutt’altro, e tantomeno è un posto dove si possa andare per passare una villeggiatura tranquilla. Chiunque si rechi a Rennes-Le-Chateau non ci va certo per passare le vacanze, ma per uno scopo preciso. C’è un’aria di mistero, come una pesante cappa di piombo: credevo fosse dovuto allo stato d’animo e la strana impressione di andare a Rennes. Poi invece ho capito che non è così. L’aria è davvero pesante, ovattata, densa di mistero. La gente del posto non è certo socievole ed aperta. Non risponde, è chiusa in un mutismo cupo e strano, le persone sono sfuggenti ed in qualche caso reticenti a qualsiasi domanda. Poi sembra quasi che ad ogni passo si sia seguiti, controllati ed osservati E’ capitato anche a me, ma non di “sentirmi” seguito ed osservato, di esserlo davvero. Ne abbiamo parlato a lungo, una volta, anche con Madame Sonia Moreau, proprietaria della “Librairie Empreinte”, la sola ed unica libreria esoterica di Rennes, ed anche lei era d’accordo con me, anche se la Moreau, secondo me, la sa molto più lunga di quanto voglia far credere...

“Nel paese e nella zona circostante sembrano ritrovarsi, sia in formazioni naturali, sia in opere prodotto della mano umana, principi che possiamo definire di geometria sacra. Una specie di gigantesco tempio: è a questo che potrebbe alludere la scelta di Sauniére della frase biblica “Questo è un luogo terribile?””

Sono proprio i principi di geometria sacra che fanno di Rennes un luogo unico. La presenza sul luogo dei Celti prima e dei Catari dopo ha permesso che davvero tutta la zona di Rennes fosse un solo, unico tempio. I menhir lasciati dai Celti e studiati da Boudet, i pochi scritti e segnali lasciati dai Catari, le croci templari ed i “calvaires” costruiti e posti in luoghi strategici ce lo confermano. Ma anche i fiumi e la loro conformazione, la vegetazione, segnali incisi sulle pietre e quant’altro stanno a dimostrare che la zona di Rennes è un luogo, come dice Sauniére, terribile. Rimane da stabilire terribile per chi: per un credente? Per un ateo? Per un cercatore di tesori? La lista è lunga e comprende tante persone e tante organizzazioni. Ma resta il fatto che si, è un luogo terribile, anche se , come continua Sauniére, è anche la porta del cielo

“Si può affermare l’esistenza di un legame, una specie di “fil rouge”, che unisce Rennes-Le-Chateau e la Francia alla Cappella Rosslyn in Scozia? La famiglia Sinclair è custode di questo legame?”

Di “filo rosso” o linea rossa ho parlato prima… e sicuramente il legame che lei dice esiste. Diciamo che basta guardare i nomi: a Rennes si parla di “linea rosa” o “meridiano rosa”, ossia della “roseline”, mentre in Scozia si parla di “rosslyn”… il paragone viene spontaneo, anche se la parola scozzese deriva dal gaelico e significa “luogo dei ricordi”.. ma quali ricordi più importanti sono legati da questa linea? Ricordi che sono comuni, senza meno. Riguardo alla famiglia Sinclair, sono certo che ben sanno di questo legame o di questa “linea”, che se poi è rosa o rossa è la stessa cosa, almeno a livello di conoscenza. Non le pare?

“Per finire, all’interno dei vari segreti legati a Rennes sembra essercene uno cruciale: molte persone hanno perso la vita o hanno rischiato di perderla quando hanno cominciato a penetrare troppo a fondo. Quale può essere questo mortale segreto? E’ pericoloso avvicinarsi eccessivamente alla verità?”

Questo è vero. Molte persone, a partire dall’abate Gelìs, hanno perso la vita per essersi interessate al Segreto di Rennes. Molte conosciute, e molte altre, le più, sconosciute. Vede, il Segreto di Rennes, come ho detto prima, è in grado di poter cambiare le sorti socio-politiche e religiose del mondo. E’ questo il nocciolo del problema. Chi si avvicina troppo alla verità, essendo magari un misero mortale come me o come lei, potrebbe usare il Segreto in modo sbagliato o, ancora più facilmente, far saltare i piani di qualcun altro, quindi va eliminato. Le dico un’ultima cosa: Pietro Marino, carissimo e compianto, ha studiato Rennes per decenni. Ma, in verità, non è mai stato a Rennes-Le-Chateau. Anni fa Pietro Marino ed io dovevamo andare a Rennes. Era tutto pronto, ma il giorno prima della partenza Pietro mi disse che non sarebbe più venuto e dovetti recarmi da solo laggiù. Pietro non mi disse mai il perché non è voluto venire, ma mi fece capire di stare molto attento. Quindi sono convinto che il carissimo Pietro era talmente vicino al Segreto che forse qualcuno lo “sconsigliò” di recarsi a Rennes. A me ancora nessuno lo ha sconsigliato, quindi vuol dire che se sono vicino, non lo sono quanto lo era lui.